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Il firewall infrastrutturale
Il firewall è il controllo agli ingressi della rete: decide chi può entrare, chi può uscire e verso dove. Quello «infrastrutturale» protegge l'intera rete dell'ufficio, non un solo computer.
Come funziona, in uno schema
Tutti i dispositivi dell'ufficio — PC, portatili, telefoni, stampanti, server — raggiungono internet passando dal firewall. Quando sei tu ad avviare una richiesta (apri un sito), il firewall la lascia uscire e fa rientrare la risposta. Quando è qualcuno da fuori a bussare senza essere stato invitato, il firewall blocca.
Firewall e antivirus: due cose diverse
L'antivirus protegge il singolo dispositivo dai file dannosi; il firewall infrastrutturale protegge la rete regolando il traffico. Sono complementari: servono entrambi, insieme alle buone abitudini delle persone.
Approfondimento · Intermedio — Regole, memoria delle connessioni e segmentazione
Il firewall moderno è «stateful»: tiene a mente le connessioni che hai avviato tu e lascia tornare solo le risposte attese, scartando tutto il resto. È come un buttafuori che ricorda chi è uscito a prendere aria e lo fa rientrare, ma blocca gli sconosciuti.
Una regola, in pratica
Ogni regola dice essenzialmente: da dove, verso dove, su quale porta, cosa fare. Per esempio:
NAT e segmentazione
Il NAT fa sì che molti dispositivi interni condividano un solo indirizzo pubblico, nascondendo la struttura interna. La segmentazione separa reti diverse — per esempio il WiFi degli ospiti e i dispositivi «smart» (IoT) tenuti lontani dalla rete degli uffici — così un problema in una zona non si propaga ovunque.
Approfondimento · Avanzato — Firewall di nuova generazione e controllo delle uscite
I firewall classici filtrano in base a indirizzi e porte (livelli 3 e 4). Quelli di nuova generazione (NGFW) guardano anche dentro il traffico: riconoscono l'applicazione, integrano un sistema di prevenzione delle intrusioni (IPS) e possono ispezionare il traffico cifrato.
Un punto spesso trascurato è il controllo delle uscite (egress filtering): non solo cosa entra, ma anche cosa esce. Limitare le destinazioni in uscita aiuta a bloccare un malware che tenta di «telefonare a casa» verso i server dell'attaccante.
I servizi che devono essere raggiungibili da internet si collocano in una zona isolata, la DMZ, separata dalla rete interna. Infine, il firewall produce log preziosi per accorgersi di anomalie: ma non sostituisce gli aggiornamenti, i backup né la formazione delle persone.